{"id":339,"date":"2010-12-30T18:06:08","date_gmt":"2010-12-30T17:06:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ateneopalermitano.it\/?p=339"},"modified":"2011-01-07T18:09:02","modified_gmt":"2011-01-07T17:09:02","slug":"oltre-la-legge-n-10996-finanziare-la-ricerca-e-le-pmi-in-fase-di-start-up-con-i-fondi-confiscati-alla-mafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ateneopalermitano.it\/?p=339","title":{"rendered":"Oltre la Legge n. 109\/96: finanziare la ricerca e le PMI in fase di start up con i fondi confiscati alla Mafia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Generalmente chi vuole iniziare una attivit\u00e0 imprenditoriale &#8211; soprattutto in Sicilia o in una delle altre regioni del Meridione d\u2019Italia &#8211; ha il problema del reperimento del cosiddetto \u201ccapitale di ingresso\u201d, il capitale con il quale \u00e8 possibile avviare la produzione e la commercializzazione del bene che si intende produrre. La verit\u00e0 nuda e cruda \u00e8 che il sistema agevola chi dispone gi\u00e0 di un capitale con cui iniziare; chi, viceversa, \u00e8 costretto a chiedere un finanziamento, spesso con piani di rientro proibitivi, il tutto\u00a0 nella speranza che non intervengano imprevisti a variare la pianificazione. Viene da s\u00e9, poi, che le imprese a carattere innovativo soffrono queste difficolt\u00e0 pi\u00f9 di quelle tradizionali, che possono accedere pi\u00f9 agevolmente a diverse forme di supporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nGi\u00e0 nel maggio del 1965 il legislatore (con la Legge n. 575\/65) aveva previsto forme di sequestro e di confisca di beni appartenuti a soggetti riconosciuti come mafiosi. Perfezionata nel tempo, la normativa ha acquisito via, via una sempre maggiore efficacia. Ci\u00f2 anche \u2013 \u00e8 bene sottolinearlo \u2013 con il concorso della societ\u00e0 civile (nella fattispecie dell\u2019associazione \u201cLibera\u201d di Don Ciotti) che utilizzando lo strumento costituzionale della proposta di legge di iniziativa popolare (un milione le firme raccolte a sostegno in luogo delle 50.000 previste dal dettato costituzionale) propose un testo che \u2013 con alcune modifiche \u2013 venne approvato dal Parlamento nel 1996. La nuova legge, la n. 109 del 1996 modific\u00f2 in modo significativo la normativa precedente. Uno dei grandi limiti di questa legge \u00e8 che i beni confiscati alle organizzazioni criminali di stampo mafioso in genere vengono utilizzati per sostenere attivit\u00e0 o associazioni no profit. In altri casi contribuiscono a finanziare l\u2019azione di contrasto alla criminalit\u00e0 sostenendo economicamente e in varie forme l\u2019attivit\u00e0 delle forze di polizia e della magistratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNulla contro il no profit e meno che meno con l\u2019utilizzo fatto di questi beni per rafforzare l\u2019attivit\u00e0 di contrasto alla malavita di polizia e magistratura, ma il no profit (per sua palese vocazione) non produce ricchezza. Talvolta concorre a creare o a mantenere dei posti di lavoro in attivit\u00e0 socialmente utili, ma \u2013 proprio perch\u00e9 lo nega la legge vigente \u2013 non pu\u00f2 generare ricavi assimilabili a quelli generati da vere e proprie attivit\u00e0 d\u2019impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nUna delle peculiarit\u00e0 delle organizzazioni criminali di stampo mafioso \u00e8 quella del controllo del territorio. Controllo che si incentra nel controllo diretto o indiretto (il \u201cpizzo\u201d, per esempio) delle attivit\u00e0 condotte all\u2019interno di una data area e una conseguente ingerenza sulla manodopera utilizzata. In definitiva, su chi lavora (e a quali condizioni) e chi no. Uno degli obiettivi che ci si dovrebbe prefiggere, quindi, non dovrebbe essere soltanto quello di sottrarre alla Mafia (e organizzazioni similari) i beni \u2013 mobili e immobili \u2013 ricavati a seguito delle sue attivit\u00e0 criminali,\u00a0 ma anche quello di sottrarre al controllo di questa forma di criminalit\u00e0 il territorio supportando \u2013 con parte dei fondi confiscati \u2013 chi denuncia il \u201cpizzo\u201d o altre forme di taglieggiamento e chi vuole intraprendere attivit\u00e0 di impresa occupando in modo lecito e trasparente una manodopera che andrebbe cos\u00ec sottratta al controllo delle cosche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nUsare ricchezze ottenute illecitamente per produrre ricchezze lecite; creare lavoro lecito sottraendo manovalanza alle organizzazioni criminali: ecco il salto di qualit\u00e0 da operare. I beni mobili confiscati alla Mafia dovrebbero costituire un fondo cui attingere superando le logiche attuali. Se parte dei fondi mobili confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata potessero finanziare (come capitale di rischio) attivit\u00e0 imprenditoriali di PMI in fase di start up, la ricaduta sociale sarebbe certamente superiore a quella che si registra attualmente. Lo Stato potrebbe inoltre porre il vincolo che le attivit\u00e0 dovrebbero essere sviluppate nelle regioni dove sono state effettuate le confische o nelle quali le organizzazioni di stampo mafioso sono maggiormente presenti. Infine, lo Stato potrebbe stabilire la \u201crestituzione\u201d di una aliquota percentuale dei ricavi delle imprese assistite in fase di avvio per tornare ad alimentare il fondo dal quale sarebbero stati tratti i denari per finanziare le loro attivit\u00e0. Un siffatto modo di procedere permetterebbe di alimentare dinamicamente e con continuit\u00e0 il fondo e non di farlo solo in occasione di una singola confisca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nE\u2019 ora di superare le paure legate alla possibilit\u00e0 che soggetti pi\u00f9 o meno collusi con la Mafia possano cercare di riutilizzare i fondi sottratti alla criminalit\u00e0 per attivit\u00e0 pi\u00f9 o meno direttamente collegate ad altre organizzazioni malavitose. Pensiamo alle Start Cup e al Premio Nazionale Innovazione: finanziare attivit\u00e0 imprenditoriali che abbiano ottenuto l\u2019imprimatur delle nostre autorit\u00e0 accademiche dovrebbe sgomberare il campo da tali paure. In pi\u00f9, ci\u00f2 permetterebbe l\u2019allocazione nel Mezzogiorno di una quantit\u00e0 sempre pi\u00f9 crescente di attivit\u00e0 imprenditoriali innovative che potrebbero concorrere ad un pi\u00f9 concreto sviluppo qualitativo oltre che quantitativo di quest\u2019area del Paese.<\/p>\n<p><strong>Gabriele Pomar<\/strong><br \/>\n(novembre \u2013 dicembre 2010)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Generalmente chi vuole iniziare una attivit\u00e0 imprenditoriale &#8211; soprattutto in Sicilia o in una delle altre regioni del Meridione d\u2019Italia &#8211; ha il problema del reperimento del cosiddetto \u201ccapitale di ingresso\u201d, il capitale con il quale \u00e8 possibile avviare la produzione e la commercializzazione del bene che si intende produrre. 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